La tecnica del reticello antico, detto anche ricamo trina d’ago, risale alla fine del 1400, quando veniva chiamata “punto a redexelo”. In seguito la tecnica venne indicata genericamente con la definizione di “punto tagliato”. Il nome attuale “punto a reticello” comparve la prima volta nel 1591 nei modellari del Vecellio e da allora è rimasto invariato. Inizialmente, nella seconda metà del XVI secolo e nei primi anni del XVII, il reticello veniva eseguito quasi totalmente a Venezia e comunque solo da veneziani, ma progressivamente la tecnica si diffuse in tutta Italia, con variazioni minori.
Come si esegue:
Nel reticello i fili dei tessuti, di solito lini pregiati, vengono sfilati e tagliati in entrambi i sensi, lasciandone però alcuni ad intervalli regolari che, dopo essere stati rinforzati a “punto rammendo”, formano una griglia. Entro la griglia vengono poi aggiunti i singoli motivi. All'inizio le griglie vuote erano di dimensioni contenute e i motivi inseriti prevalentemente geometrici, di solito triangoli a “punto festone”. Nel tempo si aggiunsero nuove forme, come fiorellini o piccole foglie.
La tecnica si trasformò, gli spazi divennero più ampi, il supporto della stoffa sempre minore, i lanci di filo e le costruzioni delle figure sempre più articolati e complessi.
Con il termine reticello oggi intendiamo il lavoro eseguito su un reticolo con quadretti di dimensioni più contenute rispetto al passato, ma dalle medesime caratteristiche artigianali del passato.
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