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Sfilato Siciliano
Č una delle più note e tradizionali manifatture del ricamo siciliano e ormai da tempo fa parte del più pregiato corredo e arredo che si tramanda di generazione in generazione, anche se deriva dai ricami su rete diffusi in tutta Italia.

La prima produzione di sfilati in Sicilia si colloca tra il mille e millecento. Di provenienza orientale, si diffuse sotto la dominazione araba – la parte orientale dell’isola, con Siracusa, Ragusa e Catania (in particolar modo Acireale), fu la culla dello sfilato siciliano – grazie alla particolare condizione delle donne, relegate in casa senza alcuna apertura verso lo studio o le attività professionali.
I primi ricami erano eseguiti in stile moresco, nei colori azzurro e bianco.
Si distinguono, per il diverso modo di lavorazione, lo sfilato siciliano del ‘400 (praticato nella zona di Comiso), lo sfilato del ‘500 e lo sfilato del ‘700 (tipico della zona di Ragusa). Un tempo si distingueva anche lo sfilato del ‘500 di Vittoria, lavorato nel Laboratorio di Sfilati Siciliani d'Arte, che oggi è praticamente scomparso.
Si esegue solamente su tele di fine lino e con filo pregiato e si lavora al telaio.

Come si esegue:

Per prima cosa si sfila la tela, sia nel senso dell'ordito che in quello della trama, ottenendo così una "rete". Si riuniscono poi a cordoncino i fili rimasti in modo da formare un reticolato sul quale si forma il disegno, ricamando con il “punto tela”, nel caso dello sfilato del ‘400 e con il “punto rammendo” nel caso dello sfilato del ‘700.
Lo sfilato siciliano del ‘500 invece si distingue in quanto il disegno viene riportato sulla tela e si sfila il tessuto intorno.

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Immagini di lavorazione della tecnica



Tecniche
  Punto Antico
  Reticello Antico
  Sfilato Siciliano



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